Accademia Scacchistica Barese
STUDI E PROBLEMI

Sette studi del grande Troitzky

di Mr. Veneziano

[Articolo tratto da Best Problems, unica rivista italiana per soli problemi diretta da A. Garofalo; e-mail: antgarofalo@tiscali.it]


Tra i giganti della composizione Alexei Alexeyevich Troitzky viene universalmente riconosciuto come il fondatore della studistica moderna. Nacque il 14 marzo del 1866 a Pietroburgo. In questa città completò i suoi studi in quelle che oggi potremmo definire scienze forestali. Il suo avvicinamento alla composizione trovò un forte impulso dalla frequentazione di Mikhail Chigorin, non soltanto il più forte giocatore di Pietroburgo (con Londra capitale scacchistica di fine/inizio secolo) e di tutte le Russie, ma anche grande divulgatore e curatore di numerose rubriche scacchistiche per vari giornali. Fu lo stesso Chigorin infatti ad invitare alla ricerca analitica il giovane Alexei, pubblicandone poi i lavori più meritevoli. Il primo problema composto da Troitzky è del 1893, mentre il suo primo studio risale al 1895. È sorprendente notare come già da quelle prime composizioni Troitzky portò qualcosa di nuovo.

Guardate lo studio n.1 (1895). Il Bianco dà matto con R+A contro R+P. È stato definito il matto di Troitzky:

studio 1

Studio n.1

1.Ah6+ Rg8 2.g7 Rf7 [2...e6+ 3.Rd6 e5 (e se 3...Rf7 4.Re5 Rg8 5.Rf6 e5 6.Ag5 e4 7.Ah6 e3 8.Axe3 h5 9.Ag5 h4 10.Axh4 Rh7 11.Rf7 Rh6 12.g8=D Rh5 13.Dg5#) 4.Re6 e4 5.Rf6 e3 6.Axe3 h5 7.Ag5 h4 8.Axh4 Rh7 9.Rf7 Rh6 10.g8=D] 3.g8=D+ Rxg8 4.Re6 Rh8 5.Rf7 e5 6.Ag7#.
Splendida miniatura con valore teorico. Abbiamo scelto questo studio perché ci sembra ben rappresentativo dello stile di Troitzky: semplicità, sintesi, estetica, teoria.

In quasi mezzo secolo di produzione Troitzky compose circa mille lavori. Questo lungo arco di tempo va tuttavia suddiviso in tre periodi, intervallati da due interruzioni dovute alle vicende della Storia e della vita del compositore russo. Nel 1897 Troitzky lasciò la sua Pietroburgo diretto nel distretto di Smolensk con l'incarico di assistente forestale. L'oggettivo isolamento dai centri scacchistici fu motivo di disinteresse, almeno per qualche anno. Nel 1906 sulla Deutsche Schachzeitung pubblicò un articolo monografico sul finale Due Cavalli contro Pedone. A tutt'oggi questo lavoro teorico rimane la più completa trattazione sull'argomento e servì, molti anni dopo, alla revisione della regola delle 50 mosse da parte della F.I.D.E.

Fu particolarmente produttivo tra il 1908 e il 1913. Nel 1910 scrisse per il periodico Niva un articolo sui principi della composizione studistica, da molti considerato quale atto di fondazione di questa branca scacchistica come oggi viene concepita. Compose anche alcuni problemi e divenne uno dei massimi esperti mondiali di Analisi Retrograda. Purtroppo nel 1917, durante i tumultuosi eventi della rivoluzione, perse tutti i suoi scritti. Da questo momento fino al 1923 registriamo la seconda interruzione forzata nell'attività produttiva di Troitzky.

Il terzo periodo di attività venne definito dallo stesso Troitzky come succoso e ricco di idee. Nel 1924 a Berlino venne pubblicata la prima raccolta della sua produzione, curata personalmente; 500 Endspielstudien. Nel 1928 il Parlamento Sovietico gli conferì l'onorificenza di Maestro della Cultura, riconoscimento assegnato per la prima volta ad uno scacchista; era anche la prima volta che alla composizione scacchistica veniva riconosciuto lo status di arte. Altre collezioni risalgono al 1934 (Leningrado), raccolta di 360 lavori, alcuni già pubblicati, poi tradotta in inglese (1937), mentre nel 1959 (Mosca) Korolkov e Chekhover illustrarono la portata della sua produzione in Isbrannij etjudij A. A. Troitzky (Studi scelti di A. A. Troitzky).

L'ultimo suo studio pubblicato è datato 1940. Morì di fame nell'agosto del 1942 all'età di 76 anni durante l'assedio di Leningrado. Senza Troitzky probabilmente non sarebbe stato possibile il passaggio dalla concezione letterale di studio, cioè di finale didattico, a quella di composizione artistica, dove l'estetica è l'obiettivo principale mentre la teoria serve da base informativa, punto di partenza per un viaggio nel mondo del bello, dello straordinario, dell'eccezionale.

Troviamo nello studio n.2 un Troitzky agli esordi che in qualche modo ci ricorda il grande Sam Loyd:

studio 2

Studio n.2

1.Rc2! d1=D 2.Rb1!.

Il n.3 venne addirittura utilizzato, in una versione semplificata, dallo scrittore Willard Huntingdon Wright (1888-1939), alias S. S. Van Dine, per il suo romanzo poliziesco, ricco di riferimenti scacchistici, L'enigma dell'alfiere (The Bishop Murder Case):

studio 3

Studio n.3

1.b7 Cc7+ 2.Rd6 [non va 2.Re5 Txf5+ seguita da 3...Ca6 e si ferma il P Bianco] 2...Ca6 3.Ad3+ Rb6! [se 3...Ra5 4.Axa6 Txd4+ 5.Cd5 e il P promuove] 4.Axa6 Txd4+ 5.Cd5+! Txd5+ 6. Rxd5 Rc7 [come forzare ora la vittoria? Se 7.Rc5 Rb8 8.Rd6 stallo!] 7.b8=D+! Rxb8 8.Rd6 Ra8 9.Rc7 d5 10.Ab7.

Ottima rivisitazione del n.1 da parte dell'autore, così come ottimo è l'esempio di dominazione nel n.4:

studio 4

Studio n.4

1.f6 gxf6 [non basta 1...g6 - o g5 - per 2.Rb7 Ad8 3.Ad4 Rc2 4.Rc8] 2.Rb7 Ad8 3.Rc8 Ae7 4.Rd7 Af8 5.Ae3+! [per controllare h6]5...Rc2 6.Re8 Ag7 7.Rxf7 Ah8 8.Rg8.

Scacchi giusti al posto giusto, con ricorso ciclico al tema tattico della doppia inchiodatura nel n.5:

studio 5

Studio n.5

1.Df6+ Rh5 2.Df5+ Rh6 3.Ae3+ Rg7 4.Dg5+ Rf8 5.Ac5 Ad6 6.De5! (doppia inchiodatura dell'A nero) 6...Dd8 7.Axd6+ Rg8 8.Dg3+ Rh8 9.Ae5 f6 10.Dg5! (doppia inchiodatura del P nero).

Nel n.6 ritroviamo una doppia (per rimanere in tema!) esecuzione del tema Nowotny! (tema Nowotny = un pezzo Bianco interferisce due pezzi Neri, per esempio A e T, creando una doppia minaccia di matto o di seguito vincente; il Nero può pararne solo una):

studio 6

Studio n.6

1.Cc3 d1=D 2.g7 Dg1 3.a7 exd3 4.Ag2! (primo Nowotny) 4...Dd4+ 5.Rb5 Db4+ 6.Ra6 Dc4+ 7.Rb6 Axg2 8.Cd5!! (secondo Nowotny!) 8...Axd5 9.g8=D+ Axg8 10.a8=D#.

Per terminare, un ultimo divertissement (n.7):

studio 7

Studio n.7

1.Ace5! a5 2.Aa1! a4 3.Abe5! a3 4.Rd2 Ra2 5.Rc3 Rxa1 6.Rb3+ Rb1 7.Aa1! a2 8.Rc3 Rxa1 9.Rc2#.